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Il rubinetto nella Storia

Il Rinascimento

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Con la fine del medioevo l'uomo cambia modo di pensare, e si apre verso nuove idee e verso nuove scoperte, si fa artefice della qualità della sua vita.
Sulle piazze, nelle ville, nei giardini, torna la moda delle fontane, ingegneri, architetti, artigiani idraulici, studiarono le combinazioni di getti più spettacolari e complicati. In questo carosello acquatico, valvole e rubinetti trovarono un impiego di primo ordine.

Le valvole automatiche subiscono in questo periodo storico un nuovo impulso sia inventivo sia costruttivo. Ricordiamo, infatti, la figura di Leonardo da Vinci, che in questo settore progetta diversi tipi di valvole applicabili a pompe aspiranti e prementi. Compare la tradizionale valvola a conchiglia, ma per lo più sono valvole coniche in cui l'otturatore, con movimento in senso verticale, è attaccato ad un lungo stelo e scorre entro determinate guide.

Leonardo progetta in seguito anche valvole a cerniere multiple, adottando per esse sistemi tecnici del tutto differenti da quelle tronco-coniche.
Interessante è una tromba da galea con valvola conica sempre progettata da Leonardo per vuotare le sentine delle navi (1).
In questo periodo fu molto attiva la fabbricazione di rubinetti in vetro che assumeva sempre più importanza giungendo fino ai giorni nostri. Un rubinetto a maschio conico in vetro, è applicato nel distillatore a refrigerazione continua, disegnato da Leonardo intorno al 1490.

Sono facilmente realizzabili i rubinetti in vetro, sono a maschio conico o meglio cilindrico, realizzati in due pezzi singoli di cui, uno è il corpo con i condotti di alimentazione e di erogazione l'altro il maschio in un unico blocco con la chiavetta. Una volta realizzato questo tipo di rubinetto non necessita di tecniche di pulitura quali smerigliatura o lucidatura.
Nella prima metà del XVII secolo la costruzione di valvole e rubinetti subisce un considerevole processo tecnologico.

E', infatti, di questo periodo l'invenzione della valvola di sicurezza inventata da Dionigi Papin fatta nel 1631.
Importantissima, per capire come fosse l'ambiente di lavoro di una rubinetteria dell'epoca, è la stampa di Cristoforo Weigen eseguita nel 1698. Il pittore fotografa una situazione di lavoro all'interno dell'opificio, rappresentando due operai intenti nel loro lavoro, troviamo due banconi, su uno trovano posto gli utensili, nell'altro sono fissate le morse (2). In una cassa ai piedi dei due operai troviamo rubinetti semi finiti, corpi con maschi, condotti, chiavette di forma diversa. In alto in secondo piano si possono vedere un lume un vaso, probabilmente di rame e due rubinetti, vanto dei lavori prodotti nel laboratorio.

(1) Una ricostruzione completa della tromba, con lo spaccato della valvola in legno, è conservata nella scala Vinciniana, presso il Museo "Leonardo da Vinci" di Milano.
(2) Morsa di tipo a coda o articolata, tipo più usato in passato, prima di essere sostituita dalla morsa parallela.

La stampa mostra chiaramente la nascita dell'industria del rubinetto, infatti, fino ad ora chi produceva rubinetti era più che altro un fonditore che poteva anche fare rubinetti, quando gli fosse commissionato quel tipo di prodotto si arrangiava di volta in volta secondo le circostanze e la propria fantasia, questa stampa sembrerebbe dimostrare l'impiego di tecniche di lavorazione già importanti.

Nel 1738, Blondel, architetto di Luigi XV, progetta una stanza da bagno con due vasche, una per lavarsi l'altra per sciacquarsi. Le vasche erano incassate agli angoli della stanza e le tubazioni erano nascoste, probabilmente incassate pure loro. I rubinetti e gli accessori vari erano dorati.

La macchina a vapore inventata nel XVIII secolo, rappresenta il primo indicativo passo, nel lento e faticoso cammino dell'uomo verso la conquista dell'automazione. Con quest'invenzione il rubinetto acquista immediatamente un forte interesse. Valvole e rubinetti nella macchina a vapore sono, infatti, organi importanti quanto la caldaia, il forno, oppure lo stantuffo. Da questo periodo s'incomincia a costruire una gran quantità di rubinetti e valvole, ma il processo non è standardizzato, ma ogni officina adotta di volta in volta progetti diversi secondo le esigenze. Questo porta a concludere che sia le valvole sia i rubinetti venissero prodotti nelle stesse officine che realizzavano l'intera opera, e secondo le esigenze di quel tipo specifico di macchina.

Nel 1775 Cummings, sfruttando gli studi d'altri precursori (Harington), brevetta il primo WC a valvola dotato di sifone.
Nel 1778 Bramah migliora l'idea creata da Cummings, ottenendo un gran successo commerciale.

L'uso generalizzato del WC almeno in Inghilterra, avvenne verso il 1814, come risulta da cronache scritte; è da ritenere quindi, che per affinità d'impianto, da tal epoca in poi si fosse esteso nel mondo pure l'uso della rubinetteria da bagno.
Nel 1788, Lavoisier utilizzava apparecchiature scientifiche in vetro e metallo, provviste di luccicanti e minuscoli rubinetti in ottone a maschio conico; perfezionate valvole a sfera, con dado e rondella per il fissaggio della sfera, chiavetta a farfalla, manicotti ben torniti e bocchetta per l'attacco di flessibili.

Nascono allora nuove istituzioni pubbliche, come il teatro e il caffè. Quest'ultimo vede il rubinetto entrare quale componente d'obbligo, applicato a grossi vasi in rame e ottone, finemente lavorati con sbalzi ed incisioni di bell'aspetto compositivo, che contenevano bibite di vario genere.
Nel contesto squisitamente decorativo dell'ambiente anche il rubinetto diventa un fatto estetico, un componente d'arredo, e si compiace di forme sinuose ed eccentriche. I rubinetti sono sempre a maschio conico, molto precisi nella fattura, con superfici ben pulite e levigate.

Giorni e orari di apertura

Aperto dal 1 aprile al 30 novembre, da venerdì a domenica dalle 15:00 alle 18:00

Per informazioni: 0323.89622

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